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Quale sarà il segno?

Aggiornamento: 15 nov 2021


Carissimi, il nuovo Avvento sarà scandito per noi dall’interrogativo: “quale sarà il segno?”


Ė una espressione presa dal testo del Vangelo della prima domenica: Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse: «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?». Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. (Lc 21,5-8)

L’evangelista non specifica chi sono gli interlocutori, così abbiamo facoltà di immedesimarci con loro a partire dai molti interrogativi che accompagnano la nostra vita e che portiamo nel dialogo personale, famigliare e comunitario con il Signore. In particolare vogliamo aprire lo sguardo del cuore verso chi accanto a noi vive situazioni di maggiore fragilità e dolore, incertezza e solitudine.

Ci permette anche di raccogliere il grido di coloro che stanno vivendo drammi enormi e soffrono nell’indifferenza di fratelli e istituzioni: sono i poveri di tutto il mondo, cresciuti a dismisura a causa della pandemia, sono i popoli in guerra o in fuga da oppressioni politiche e cataclismi...

Gesù risponde all’apprezzamento per le belle costruzioni di cui è capace l’uomo con l’avvertimento a non lasciarsi ingannare: “non resterà pietra su pietra!”

Parole che suscitano in me due opposte reazioni: timore e gioia.

Il timore di dover riconoscere l’inconsistenza di quanto, anche in buona fede, si cerca faticosamente di costruire pensando che possa offrire qualcosa di buono per sè e per gli altri.

La gioia di sapere che anche tutte le costruzioni realizzate per garantire la tranquillità e difendere la sicurezza dei propri “confini” (non solo quelli nazionali), pensando di mettere noi stessi al riparo dai problemi e dalle sventure degli altri, non reste-ranno in piedi: perchè solo l’amore vince.

Gesù invita ad essere vigili, attenti agli inganni del maligno. Ci chiede di esercitare questa virtù in ogni ambito della nostra vita, da quello personale a quello comunitario (nelle sue diverse forme: ecclesiale e sociale). E ci chiede di farlo con esercizi concreti di libertà da ciò che appare ma non è sostanza, da ciò che attrae ma poi delude. Un cammino alla ricerca di ciò che è essenziale e non deve mancare.

A ciascuno di noi decidere come vivere questo tempo che ci prepara al Natale. Le proposte che suggeriamo (qui quelle formative, qui quelle di caritå) possono essere colte come spunti per arricchirci e condividere. Ne abbiamo tutti un grande bisogno.

Buon Avvento!

don Alfredo




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