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Nei miei occhi

Aggiornamento: 9 gen 2021

dalla periferia uno sguardo nuovo sulla città



Enti proponenti:

Parrocchia di San Barnaba e di Maria madre della Chiesa in Gratosoglio, Diocesi di Milano

Comune di Milano, ex L285

Associazione Piccolo Principe onlus

Babelia&C.


“La xenofobia è la malattia di gente spaventata,

afflitta dal timore di vedersi riflessa nello specchio della cultura altrui”

Ryszard Kapuscinski


“ La pace non è solo l’assenza di guerra, ma il dispiegamento

di quei processi vitali che conducono allo sviluppo collettivo”

Jane Addams 1899


Alcune volte noi vediamo la cosa secondo il nostro piacere o secondo la situazione del nostro cuore – con amore o con odio, con invidia … Eh no: questo non è l’occhio di Dio. La sapienza è quello che fa lo Spirito Santo in noi perché noi vediamo tutte le cose con gli occhi di Dio.

Papa Francesco, Udienza di mercoledì 9 aprile 2014


Il progetto nei miei occhi ha promosso, attraverso un'attività fotografica accompagnata ad una musicale e ad una teatrale - purtroppo rimasta ancora incompiuta a causa dell'emergenza Covid-19 - - la riflessione sull'attuale stratificazione sociale e religiosa, talvolta non elaborata, data dalle recenti migrazioni nella nostra città e in Europa

- la promozione di una cultura che, dai margini della periferia, ridisegni i contorni di un nuovo modello di cittadinanza e di appartenenza ecclesiale e si offrano pratiche di cittadinanza attiva.

Protagonisti di questo racconto sono stati gli adolescenti del quartiere Gratosoglio che trovano nell'oratorio un luogo di aggregazione carico di senso, diversi per estrazione sociale e provenienza religiosa e geografica.

Nei miei occhi ha promosso un lavoro simile a Sarajevo in Bosnia Erzegovina, città dell'incontro fra le religioni e le culture e città delle separazioni coinvolgendo, attraverso l'associaizone Sprofondo, i ragazzi della Scuola Grbavica II.

A guidare i nostri adolescenti gli educatori del gruppo dell'oratorio e, con Roberta Biagiarelli, attrice e regista teatrale, Luigi Ottani (Modena, 1965) Fotografo, pubblicista.

Professionista dal duemila, ha una particolare vocazione per la “Street Photography” e per il reportage sociale ma realizza anche lavori di architettura, moda e pubblicità. Alterna ricerche sui microcosmi italiani a racconti di reportage internazionale. Ha pubblicato una trentina di volumi fotografici ed è autore di numerose mostre ed installazioni. Fra i suoi lavori di reportage più conosciuti ci sono: il racconto del Sahel in Eritrea, la vita nei campi profughi Saharawi, il dopoguerra in Bosnia, la piaga della prostituzione minorile in Cambogia, lo Sri Lanka colpito dallo Tsunami, il dramma della convivenza israeliano-palestinese, la vita nella “zona morta” a Chernobyl, la difficile realtà di alcuni quartieri urbani italiani, le minoranze etniche dello Hunan Cinese, il ricordo di Beslan in Ossezia del Nord, il terremoto in Emilia.

Con il volume “Niet Problema!” ha vinto il premio “Marco Bastianelli”, riconoscimento al miglior libro fotografico italiano edito nel 2006. Nel 2011 ha ricevuto il premio giornalistico "Bruno Cucconi" per la fotografia del progetto televisivo "Tracce di sport" di Andrea Zorzi.

Nel 2014 è stato scelto da Fondazione Fotografia come uno dei rappresentanti modenesi della Fotografia del dopoguerra. Nel 2015 ha pubblicato tre libri fra cui un interessante lavoro sulla SLA e ArginiMargini, volume-reportage sui senza dimora a Modena.

Co-autore del volume DAL LIBRO DELL’ESODO_ Piemme edizioni (settembre 2016).



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