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Festa della Famiglia 2022

Il nostro amore quotidiano


Più volte è stato ribadito come la vita delle famiglie, in questi ultimi due anni, sia stata messa a dura prova. In tante case si è avvertita molta fatica, hanno serpeggiato silenziose tensioni, sono aumentate reciproche incomprensioni. Tuttavia questo tempo ha anche risvegliato una bella creatività nel vivere nuove modalità dell’amore quotidiano tra i vari componenti, nuove modalità concrete, fatte di gesti, di sospiri, di silenzi, di parole, di sorrisi e anche di lacrime. È bene dare valore a queste forme di amore perchè sono testimonianza reale e concreta dell’amore di Dio presente nelle nostre case che rafforza, in ogni componente della famiglia, sia la motivazione di scegliere, nonostante tutto, di voler bene, che la certezza di essere amato. In occasione della Festa della famiglia di domenica prossima invitiamo ogni “casa” a “raccogliere” quelle forme quotidiane di amore vissute in particolare in questo tempo e a condividerle con la comunità. Ecco i passi da fare:

  1. Primo passo Trovate un momento nel corso della settimana in cui vedere il video, presente sul sito della nostra parrocchia www.chiesagratosoglio.org in cui Papa Francesco si rivolge alle famiglie e alla comunità intera. Sono parole che fanno bene al cuore.

  2. Secondo passo Lasciandovi guidare dalla bellissima pagina dell’Inno della carità di San Paolo (riportata di seguito) provate a individuare le forme quotidiane dell’amore che, in questi due anni, sentite di aver vissuto concretamente nella vostra famiglia (pazienza? benevolenza? generosità?...)

  3. Terzo passo Domenica prossima, 30 gennaio, in occasione della S.Messa, portate un “segno” che richiami quelle particolari forme di amore individuate. Il segno potrebbe essere una preghiera scritta da voi, un disegno fatto in particolare dai bambini, il testo tratto da un libro o di una canzone, o addirittura un oggetto concreto o qualsiasi altra cosa che vi venga in mente.

Intervento di Papa Francesco tratto dal video

Come ci immaginiamo l’amore di Dio? Esiste al mondo una realtà concreta che ci aiuta a vedere con i nostri occhi com’è l’amore di Dio? Certo che esiste. È la famiglia. L’immagine di Dio si riflette nell’uomo e nella donna, nell’amore coniugale, scultura vivente che manifesta l’amore di Dio. L’amore è paziente, è benevolo. L’amore non è invidioso degli altri, non si vanta, non si gonfia di orgoglio. L’amore non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si arrabbia. L’amore non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. L’amore tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. Tutto! Qualsiasi cosa! È amore nonostante tutto. Amare vuol dire rallegrarsi per l’altro, per i suoi successi. Quanto è importnate insegnare ai bambini, da piccoli, a festeggiare per la gioia degli altri. Un compleanno! Una conquista! Perché è bello che la famiglia sia il luogo dove si festeggia la gioia. Ogni famiglia desidera vivere nella pace e in un ambiente in cui ci si sente amati e compresi. Come può una famiglia al suo interno creare un ambiente accogliente? Nella famiglia non ci sono solo marito e moglie, figli, perché nel matrimonio abita Gesù. Il Signore vive nella famiglia reale e concreta, si esprime nei gesti d’amore. Gesti concreti tra marito e moglie, tra genitori e figli. Le carezze in una famiglia sono così importanti. Quando in una famiglia mancano le carezze possiamo dire che è arrivato l’inverno in quella famiglia, l’inverno esistenziale. Oggi la famiglia è messa duramente alla prova. Tutti siamo fragili. Separazioni, divorzi, convivenze sono ormai una realtà che riguarda tante famiglie nel mondo. In nessun modo la Chiesa deve rinunciare a proporre l’ideale pieno del matrimonio. Essa ha il compito di andare incontro a coloro che desiderano rimanere vicini a Dio, per aiutarli a trasformare i fallimenti e le sofferenze in opportunità di cammino verso la pienezza del Vangelo. Una pastorale familiare attenta sa accogliere, accogliere, accompagnare, discernere e integrare nella comunità ecclesiale, non con semplici e banali ricette. In questo non ci sono le ricette, ma con uno sguardo che sa davvero comprendere le situazioni. Oggi più che una pastorale dei fallimenti, dobbiamo fare una pastorale di accompagnamento per consolidare i matrimoni e prevenire le rotture! Ci sono tanti piccoli passi possibili che le persone possono fare e i piccoli passi sono sempre graditi a Dio. Quanto è importante annunciare agli sposi che nel loro sacramento è presente Cristo, che non sono mai soli neanche quando si sentono disperati. Per questo è importante che le coppie che hanno scoperto questo segreto lo trasmettano alle altre coppie come un passaparola che può illuminare di grazia e di speranza ogni famiglia. Nessuna famiglia nasce perfetta o è confezionata. Non c’è la famiglia “Prêt-à-porter”. Non perdiamo mai la speranza a causa dei nostri limiti ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore, di amore e comunione che ci è stata promessa. Vivete con coraggio, vivete con coraggio e serenità ogni sfida familiare, triste o entusiasmante, è una sfida e custodite e meditate nel cuore le meraviglie di Dio nascoste in ogni istante della vostra vita quotidiana. Dio ci ama e ogni cosa concorre al nostro bene se cerchiamo Dio.



Don Mauro


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