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Entrare ed uscire

Uscire ed entrare

Ascoltare

Amare

Insegnare

Mi sembra giusto trovarci faccia a faccia con questa rassegna di verbi in una giornata dedicata al mandato educativo e alla festa dell'oratorio che riparte.

A parte i primi due, tutti gli altri sono esplicitamente citati nella lettura di Deuteronomio.

Entrare ed uscire: Israele è ancora nel deserto. Quello spazio e quel tempo, sono il seguito di un atto di liberazione e il preludio di ciò che sarà; un attimo dopo e uno prima che per il Popolo si fa cammino e non tempo perso, in cui imparare a lasciare per ricevere, ad andare avanti fiutando una promessa.

Abbiamo bisogno di testimoni dell'Invisibile che riaccendono nel cuore delle nuove generazioni la passione di un Sogno troppo spesso barattata con l'illusione di un presente in cui consumare e che alla fine ti consuma.

E quel Sogno va inseguito, costi anche il più faticoso degli esodi da sé stessi

Ascolta. Il verbo primo della pericope più ripetuta da ogni ebreo: "Shemà Israel" che ritma le preghiere di una giornata. Prima di parlare, ascolta

Prima di decidere, ascolta

Prima di proporre, ascolta

Ascolta Dio che è talmente prossimo a te da abitare nel tuo cuore. Ascolta la nostalgia di lui se non intendi ancora la sua Parola

Ascolta perché adesso è più importante

Abbiamo bisogno di educatori che affinano l'orecchio verso l'Assoluto che è Dio per poi mettersi in ascolto del grido dei loro ragazzi

Mosè ha fatto così e, facendoci cerniera fra la Voce di "Colui che è" e la disperazione della sua gente, ha combinato la più memorabile rivoluzione della Storia.


Ama! "L'amore non si comanda", si dice! Dio ha la pretesa invece di farlo. Sa che l'uomo per imparare ad amare deve sapersi amato. Ecco perché, lui che è Amore infinito, quando chiede di amare, si impegna ad amarci.

E quando divampa in questo gioco il fuoco dell'amore non c'è nessuno che che possa restare al freddo. Lo spero per ogni ragazzo del nostro quartiere.

E infine l'ultimo verbo. Insegna! Sembra cosa da poco, appannaggio di una categoria di operatori soltanto, compito di pochi. E invece è un comando per un'intera collettività. Insegnare è il gesto d'amore più raffinato che esista, è trasmissione di valori, una Tradizione che mentre si offre con integralitá, allo stesso tempo apre all'innovazione: non c'è mai stata una generazione che abbia ereditato il mondo e non lo abbia fatto evolvere e progredire.

Per me educare è il senso, l'unico, che mi permette di sopravvivere in una stagione così apocalittica, perché è un ponte per un mondo nuovo.


A questa avventura oggi dobbiamo dire un si di popolo.


Don Giovanni


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