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Benedizione e maledizione della povertà


Della grande, stupenda pagina delle Beatitudini abbiamo due redazioni: quella secondo Matteo e quella secondo Luca che abbiamo appena ascoltato. Le due redazioni hanno una diversa cornice che purtroppo è stata omessa e che è, invece, significativa: Scrive Matteo: Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna…. Scrive Luca: Disceso con loro si fermò in un luogo pianeggiante…. La collocazione sulla montagna risponde all’intenzione di Matteo di presentare Gesù come il nuovo Mosè che sul monte, nuovo Sinai, presenta se stesso come nuova legge. Invece Luca sceglie la pianura, meglio il discendere di Gesù, il suo mettersi accanto alla folla non facendo cadere dall’alto le sue parole. Forse anche in questo piccolo dettaglio tocchiamo con mano la ‘condiscendenza’, la tenerezza di Gesù, di cui Luca è scrittore. Una seconda differenza: Beati voi poveri, scrive Luca, mentre Matteo: Beati i poveri in spirito. Due accentuazioni diverse della medesima beatitudine.


1 commento


È una riflessione molto profonda sul significato delle Beatitudini. La differenza tra Matteo e Luca ci invita a guardare la povertà non solo come una condizione materiale, ma anche come un atteggiamento interiore fatto di umiltà, apertura e fiducia.

Il messaggio centrale sembra essere un invito a riscoprire il valore delle persone al di là del possesso e del successo, mettendo al centro la solidarietà e la vicinanza agli altri. In un mondo pieno di distrazioni, anche trovare momenti di equilibrio e consapevolezza nelle proprie scelte quotidiane può essere importante, persino nei piccoli spazi di svago come boomerang bet. La vera ricchezza spesso nasce dal modo in cui viviamo ciò che abbiamo.

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Comunità pastorale Visitazione della Beata Vergine Maria in Milano - chiesagratosoglio@gmail.com

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