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Venire alla luce della fede

Lettura del Vangelo secondo Giovanni (Gv 9, 1-41)

Domenico Cresti detto il Passignano, Il miracolo del cieco nato, Firenze, Basilica della Santissima Annunziata (immagine disponibile in base alla licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported)
Domenico Cresti detto il Passignano, Il miracolo del cieco nato, Firenze, Basilica della Santissima Annunziata (immagine disponibile in base alla licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported)

Un intero capitolo composto da 41 versetti, diremmo righe, racconta la guarigione di un uomo cieco dalla nascita.

In verità all’apertura degli occhi l’evangelista dedica due versetti, due righe delle 41 che compongono il testo. Le altre 39 raccontano quel miracolo che è la fede: apertura di uno sguardo che riconosce nell’uomo chiamato Gesù il Signore.

Il miracolo della guarigione, che a noi può sembrare più interessante come grande atto di potenza sovrumana, interessa all’evangelista come segno, cioè come gesto che attraverso l’apertura degli occhi vuol dire altro e di più: vuol dire il venire alla fede che è appunto un nuovo e più penetrante sguardo, che riconosce nell’uomo Gesù di Nazareth il Signore.

La storia del cieco guarito è storia del venire alla luce della fede.


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Comunità pastorale Visitazione della Beata Vergine Maria in Milano - chiesagratosoglio@gmail.com

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