In viaggio come pellegrini a Napoli
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Un gruppo di persone della nostra Comunità pastorale, accompagnate da don Davide, dal 29 maggio al 2 giugno si è recato in Pellegrinaggio a Napoli, organizzato dall’Apostolato Biblico della Diocesi, insieme a tanti altri partecipanti provenienti da diversi luoghi e parrocchie della Diocesi di Milano. Napoli non è una città semplice: ti può affascinare e te ne innamori subito oppure, a causa di tanti stereotipi che ti porti dietro da sempre, ti allontana e respinge. In realtà Napoli è una città che va compresa e, solo quando riesci a entrare nella storia dei suoi luoghi e della sua gente, ti insegna a vivere con libertà.
Durante le giornate, ci ha accompagnato nella meditazione la rilettura della poesia di Leopardi La Ginestra ispirati dal verso «Che il deserto consola» e quella della Parola di Ezechiele “La nostra speranza è svanita… Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete”. Anche alcune opere d’arte, in particolare i quadri di Caravaggio e Artemisia Gentileschi, la scultura del Cristo Velato, la visita al Battistero di San Giovanni nel Duomo di Napoli, ci hanno offerto provocazioni per rileggere il nostro modo di vivere.

Per conoscere una città, bisogna tuffarsi nelle sue realtà, anche le più difficili e scomode. Durante la visita alle Catacombe di San Gennaro, siamo stati guidati dai ragazzi della Cooperativa Sociale La Paranza del quartiere Sanità, composta in gran parte da giovani del Rione, considerato un luogo in cui “si nasce senza futuro” tra degrado, assenza di istituzioni, diritti negati e marginalità. La storia di questi giovani è invece una storia di riscatto. Abbiamo vissuto inoltre l’incontro con il cappellano del carcere minorile di Nisida e alcuni educatori che ci hanno testimoniato la “cura” verso questi ragazzi che significa considerarli persone e non un numero; significa offrire loro uno stile di vita alternativo a quello che ha portato alla devianza. Nei Campi Flegrei, a Pozzuoli, abbiamo visitato Rione Terra, oggi disabitato a causa di continui fenomeni di bradisismo, e il Duomo che più di ogni altro edificio racconta il dialogo tra passato e presente. Come un libro scritto più volte nel corso della storia, il Duomo conserva tracce di epoche diverse, dal tempio romano al barocco, fino agli interventi moderni che coesistono e sono in relazione tra loro in armonia. Ci siamo immersi anche nei Quartieri affollati di San Gregorio Armeno, di Spaccanapoli o in quelli Spagnoli.

Alla fine del nostro viaggio, abbiamo sperimentato che un viaggio è bello quando cammini
per conto tuo, ma anche quando incontri qualcuno che prima non conoscevi. Quando il percorso è facile, ma anche quando succede un imprevisto che ti costringe ad affrontare i tuoi limiti e la fatica. Quando capisci che è bello andare, ma anche rallentare, fermarsi, restare dentro la complessità. Quando riesci a vivere l’esperienza e non solo a condividerla sui social. Quando alla fine del viaggio hai trovato quello che ti aspettavi, ma c’è anche qualcosa che ti ha stupito e torni a casa più ricco.
Silvia Bonzi Sivilotti

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