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Testimoni

23 ott
Tempo di lettura: 1 min

Leonardo da Vinci, Ultima Cena, 1494-1498, Milano, chiesa di Santa Maria delle Grazie (immagine di pubblico dominio)
Leonardo da Vinci, Ultima Cena, 1494-1498, Milano, chiesa di Santa Maria delle Grazie (immagine di pubblico dominio)

Nel cuore del breve testo evangelico sta l'imperativo di Gesù ai discepoli: Di questo voi siete testimoni. E questo termine, testimoni, ritorna quattro volte sulle labbra di Pietro nella prima lettura. Termine analogo, annunciare, ritorna anche nella pagina di Paolo. Il discepolo di Gesù è quindi costituito testimone. Sostiamo su questa parola che ci qualifica. Il testimone è qualcuno che ha visto, udito, toccato con mano e quindi è in grado di attestare quanto ha visto, udito, toccato. Prima della testimonianza vi è un fatto raccolto dagli occhi, vi sono parole raccolte dagli orecchi e custodite nella memoria. Anzi Pietro sottolinea, nella prima lettura, ed è un dettaglio davvero significativo, che i discepoli chiamati ad essere testimoni sono tali perché hanno mangiato e bevuto con Gesù. Hanno mangiato e bevuto con Lui, hanno vissuto con lui e condiviso il gesto quotidiano del pasto, possiamo dire sono suoi compagni perché hanno diviso con lui il pane: compagni, con il pane.


 
 
 

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Comunità pastorale Visitazione della Beata Vergine Maria in Milano - chiesagratosoglio@gmail.com

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