Buona Pasqua con «I Giusti» di Jorge Luis Borges
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Nell'omelia della Veglia Pasquale, don Davide ha citato questo testo del poeta e scrittore argentino Jorge Luis Borges, per invitarci a incontrare il Signore Risorto in tanti segni che mai ci aspetteremmo di avere sotto gli occhi.
Da tutta la Diaconia della Comunità pastorale e da quanti hanno lavorato per il servizio liturgico in questo Triduo Pasquale, buona Pasqua!
Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere un’etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina, che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.
Testo tratto da qui e originariamente contenuto nella raccolta La cifra del 1981

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