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Uomini vanno a Dio nella loro tribolazione

Aggiornato il: mar 14



Uomini vanno a Dio nella loro tribolazione, piangono per aiuto, chiedono felicità e pane, salvezza dalla malattia, dalla colpa, dalla morte. Così fanno tutti, tutti, cristiani e pagani.

Uomini vanno a Dio nella sua tribolazione, lo trovano povero, oltraggiato, senza tetto né pane, lo vedono consunto da peccati, debolezza e morte. I cristiani stanno vicino a Dio nella sua sofferenza.

Dio va a tutti gli uomini nella loro tribolazione, sazia il corpo e l'anima del suo pane, muore in croce per cristiani e pagani e a questi e a quelli perdona.


leggendo il brano di Vangelo di questa III domenica dopo l'Epifania - il tempo natalizio prosegue invitandoci a sostare ancora sul tema della manifestazione di Dio e della ricerca dell'uomo - in cui Gesù sazia la fame di salute e di pane della folla, mi viene in mente questa preghiera illuminante di Bonhoeffer, il teologo cristiano-luterano ucciso dai nazisti nel 1945.

Dio risponde prontamente ai nostri bisogni essenziali: cos'altro potrebbe significare nella preghiera che Gesù ci ha insegnato, il Padre nostro, quel "dacci oggi il nostro pane quotidiano" se non primariamente un sollecitare la Provvidenza perché abbiamo bisogno di pane per camminare?

Se in molte parti del mondo o ai crocicchi delle strade delle nostre ricche città ci sono uomini che mancano di pane è perchè l'egoismo dell'uomo lo toglie dalla loro bocca e non perché Dio faccia "parte e malizia" con alcuni e con altri no!

Eppure, se messo in parallelo con il Vangelo di Giovanni, questo racconto della moltiplicazione dei pani ci autorizza a pensare che Gesù non abbia avuto intenzione di fermarsi a questo livello. Infatti ha voluto condurre la povera gente ad alzare lo sguardo oltre la propria pancia, ad assecondare il grido di Felicità ma anche di Giustizia e di Verità che sta nel cuore di ogni uomo. Dal pane del cammino al Pane che restituisce dignità e asseconda la nostra vocazione di uomini. Un percorso educativo e rivoluzionario che sarebbe giusto riscoprire anche nella nostra comunità così tanto sollecitata dai bisogni di tante famiglie in difficoltà: non si può negare una risposta a chi ha fame ma non ci si può nemmeno limitare ad un ipocrita assistenzialismo perché i poveri vanno resi protagonisti del proprio futuro e del futuro del mondo. Così a proposito scrive papa Francesco nella Fratelli tutti mentre cita i movimenti popolari di base e auspica: "uno sviluppo umano integrale, che richiede di superare «quell’idea delle politiche sociali concepite come una politica verso i poveri, ma mai con i poveri, mai dei poveri e tanto meno inserita in un progetto che riunisca i popoli». Benché diano fastidio, benché alcuni “pensatori” non sappiano come classificarli, bisogna avere il coraggio di riconoscere che senza di loro «la democrazia si atrofizza, diventa un nominalismo, una formalità, perde rappresentatività, va disincarnandosi perché lascia fuori il popolo nella sua lotta quotidiana per la dignità, nella costruzione del suo destino» (n.169)

Questo Pane ci è stato offerto nella sua Pasqua quando ci ha insegnato fino a che punto deve arrivare l'Amore. Il Pane che sazia i bisogni del cuore è l'Amore donato e ricevuto, non a caso nel brano di oggi la moltiplicazione in realtà parte dalla condivisione!


Don Giovanni

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