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Un commento al Vangelo delle Nozze di Cana


Carissimi,

ogni venerdì ore 18 in S. Barnaba viene proposta l’adorazione eucaristica introdotta dalla lettura del Vangelo della domenica seguente. Venerdì scorso ho offerto, a commento delle nozze di Cana, questo stralcio di un’omelia del francescano padre Enzo Tacca. Vi ho trovato spunti significativi per il tempo che stiamo vivendo. All’inizio di un nuovo periodo di restrizioni per il covid, possono esserci utili…

Buona lettura.

don Alfredo



Quando sento uomini che dicono “era meglio prima”, pensano origini d’oro e celebrano il presente come una rovina, il futuro come un’incertezza, sono uomini stolti che non conoscono Dio. I cristiani no, i cristiani sanno che se adesso è un momento di sofferenza, questa è una sofferenza del parto, i cristiani sanno che se questo è il momento in cui non c’è più vino è perché ce ne sarà uno migliore, che se la storia si sta incagliando dentro le secche del peccato, della morte e delle difficoltà, ci sarà una liberazione. Questa è la nostra fede, questo noi diciamo a tutti gli altri. Se diciamo il contrario siamo degli stupidi, siamo vuoti, siamo come quelli che sotterrano i talenti, siamo come quelli che non fanno la volontà di Dio, che non comprendono il dono di grazia. Ecco l’oggetto della nostra speranza ed insieme ecco l’oggetto della nostra predicazione, del nostro annuncio. Noi abbiamo la vocazione, il comando da Dio, il comandamento, di annunciare al mondo che c’è un vino per la fine, che c’è un vino migliore per la fine. Noi siamo quelli che leggono la storia come una realtà che si apre, non come una realtà che si chiude verso l’oscuro, l’incerto, la morte. Noi siamo quelli che sanno che una sapienza deve ancora giungere a compimento, che una conoscenza delle cose di Dio deve ancora manifestarsi, che pure la tua vita, che forse ormai è vecchia, che ormai ha conosciuto tante sopraffazioni, che ormai forse si è stancata di sperare, anche quella può essere il palcoscenico, di questa manifestazione, di questo compimento che Gesù vuole.

E se non ce la facessi, e se non ci riuscissi, e se avessi ancora paura, e se ti sentissi troppo solo per sperare questo, o se fossi oggetto di questa continua, insidiosa tentazione del demonio, allora guarda, ci sarebbe ancora per te la Madre di Dio, che ti direbbe: “Fa’ come ti dirà. Non aver paura, segui questo comandamento, portalo con te. Te lo dico io, che ho portato questa Parola fino alla sua crescita, alla sua maturazione e con Lui aspetto la re-denzione di tutti gli uomini. Non aver paura! Io, Maria - o la Chiesa se vuoi, se ti sembra ancora più a portata del la tua situazione -, ti accompagnerò, ti porterò, ti metterò nelle condizioni, con i Sacramenti e la grazia ti aiuterò a compiere passo dopo passo questo cammino di purificazione”. “E tu non sarai chiamata più abbandonata”, diceva Isaia, non sarai chiamata più dimenticata, tu non proverai più la desolazione, la tua solitudine sarà una solitudine abitata. Lo Spirito di Dio si farà garante di tutto questo. E la storia che noi stiamo per affrontare ancora in questo anno ed i fatti verso i quali stiamo andando ti chiariscano questa logica, ti mostrino questa fedeltà e ti confermino dentro questa speranza.

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