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Siate cacciatori di stelle, esploratori di sentieri di felicità inedita.



Dio non ha nessuna Volontà per l’uomo che non nutre desideri Dio non dà pace a chi non cammina inquieto Dio non si rivela a chi non ha il coraggio di incappare in qualche imprevisto Ecco perché spesso mi trovo a pensare, soprattutto per il mondo giovanile, alla necessità di una “pedagogia del graffio”: solo graffiando, fendendo fino a bucare l’inconsistenza delle coscienze, assopite dal nulla travestito di sazietà, e accendendo la domanda e il bisogno di Dio, sarà possibile restare pronti a una qualche sua manifestazione. Con la festa dell’Epifania si inaugura un tempo liturgico in cui ci viene presentata questa – solo in apparenza – dialettica fra Rivelazione di Dio e ricerca della creatura. Prendendo spunto dal brano di giovedì scorso vorrei rivolgere a me stesso, alle mie comunità e a chi legge, qualche augurio per l’anno che è appena iniziato. Ti auguro di guardare spesso in alto; come i Magi che scrutavano il Cielo perché non si accontentavano dello status quo e di quanto la vita aveva già loro dato e, probabilmente in abbondanza. E in quel Cielo apparve una Stella che corrispondeva al loro desiderio di felicità Una Stella che non dava risposte ma che obbligava a mettersi in cammino. In questo tempo in cui dobbiamo obbedire ad una logica che ci ripiega sull’attimo presente e a tenere fisso lo sguardo a terra, senza neppure più sognare un orizzonte nuovo, noi, per vocazione esperti di Speranza, dobbiamo guardare in alto e senza paura. Ti auguro di guardare spesso davanti a te e a non fermarti lungo la strada accontentandoti delle tappe già conquistate scambiandole per la Meta. Guarda avanti senza stancarti anche quando il cammino sembra che abbia perso senso e gli sforzi compiuti ti abbiano condotto in un deserto. Come i Magi che puntarono verso quell’oltre tracciato dalla stella anche quando probabilmente, da certe prospettive, si era nascosta ai loro occhi. Ti auguro di guardare i dettagli che, come per tutte le opere d’arte, sono quelli che fanno la differenza fra una banalità e un capolavoro. E nelle pieghe dei tuoi giorni, quelli apparentemente più vuoti, negli angoli più reconditi e bui del tuo cuore che spesso hai vergogna a frequentare, fra i poveri e i piccoli del mondo potrai scorgere un raggio della Bellezza di Dio. Come i Magi che non si lasciarono impressionare dalla puzza della stalla e dalla miseria della mangiatoia ma, proprio in quello scarto di umanità, hanno intravisto il Dio con noi E infine ti auguro di guardare sempre a percorsi nuovi che all’improvviso ti si parano davanti come una possibilità; di essere sempre alternativo. Come i Magi che su un’altra strada fecero ritorno al loro Paese, loro che erano instancabili cacciatori di stelle, esploratori di sentieri di felicità inedita.


Don Giovanni

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