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Nessuno può dirsi troppo vecchio per iniziare una nuova vita

Scrivo questa riflessione a bordo di un pullman pieno di ragazzi pronti a vivere una settimana di campo a Collio, sopra Brescia.

I protocolli adottati, per cui ringrazio di cuore le dottoresse De Carlis e Cocca, ci permettono di creare una bolla sicura.

È una scena che mi mancava da quasi un paio d'anni! L'ultimo campo è stato nell'estate 2019. Allora davamo per scontato il loro chiasso, la loro fantasia, la loro curiosa voglia di protagonismo. Su questo pullman tutto questo trapela dai loro volti finalmente liberi dalle mascherine e non posso nascondere un sentimento di gioia.

La Parola di questa domenica, la prima lettura, fa poggiare con rispetto anche i nostri piedi in quella terra benedetta e ci fa avvicinare, con le giuste distanze, al roveto ardente.

È una delle pagine più famose e più importanti di tutto il primo testamento. Mai un uomo si è addentrato così tanto nel mistero. Del resto, un salmo, elogiando Mosè, dice che nessun altro avrebbe mai più parlato come lui "bocca a bocca con Dio"!

In queste righe Dio rivela il suo nome. È il verbo essere declinato all'indicativo. Il nostro è il Dio che è, che è stato è sarà nella sua assoluta esistenza. Ma si potrebbe anche dire che IHWH significa "ci sono, ci sono stato e ci sarò". Quel "ci", particella pronominale, dice tutta la sua libera decisione di sporcarsi con la nostra storia.

In questa pagina, cosa meno evidente, è anche descritta la rivelazione a Mosè di un nuovo nome. Lui, il "salvato dalle acque", prefigurandosi le difficoltà che avrebbe incontrato davanti a Faraone incarnando il desiderio di liberazione di Dio, chiede "chi sono io per fare tutto ciò?". E Dio gli risponde "io sarò con te". Che potrebbe essere letto come un nuovo nome: tu sei "io-saró-con-te". Promessa che si concretizza e sorgente inesauribile a cui attingere forza e motivazione.

Ascoltare questa Parola oggi, ripeto, ci mette negli stessi panni di Mosè: siamo chiamati ad essere partner di un Dio che sceglie di aver bisogno di noi per liberare ogni oppresso che grida a lui. E la nostra forza non sarà una strategia politica, un progetto innovativo, un complicato schema economico, ma la forza dirompente di una Promessa che ci manda nelle periferie del mondo come segno di una Speranza contraddittoria.

Mosè aveva già 80 anni quando accade tutto questo.


Nessuno può dirsi troppo vecchio per iniziare una nuova vita.


Don Giovanni


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