top of page

Nato a Betlemme, "la casa del pane"

Gesù e il pane,

un binomio che dà vita in me non ad un pensiero compiuto: lascio che prendano forma in modo volutamente disordinato alcune suggestioni.


E' un legame talmente stretto che si dà fin dai primi vagiti di Gesù, nato a Betlemme, letteralmente "la casa del pane"; anche lui profumato di buono come un pane appena sfornato, offerto su una mangiatoia a chi voleva nutrirsi della sua presenza. Gesù è il Figlio di Dio, è Dio; è uomo: impasta nella sua identità due nature diverse, annuncio paradossale e a tratti scandaloso per l'uomo tentato di opporre il divino all'umano. Il Vangelo ci insegna che quanto più Dio rivela il suo volto, tanto più riscopri il tuo di creatura; quanto più ti immergi in Dio tanto più sei chiamato, costretto oserei dire, a sprofondare nell'umanità; quanto più sei spirituale, quanto più brilla la tua umanità. E del resto il punto più basso che Gesù toccherà morendo in croce sarà l'epifania della sua divinità "vedendolo morire così il centurione disse: veramente quest'uomo era figlio di Dio" . Gesù moltiplica il pane come un abile prestigiatore perchè ha compassione di quella folla. Sa che non potrebbe sostenere l'attesa della sua parola nel deserto o reggere la via del ritorno a casa. Gente forse sprovveduta che non ha portato con sé nulla ma non per questo da rimbrottare: guai a quel cristiano che chiude la porta a chi gli chiede da mangiare! Il pane quotidiano è talmente importante ed essenziale, la base per una vita dignitosa, che noi ogni giorno chiediamo a Dio che non manchi sulle nostre tavole. Noi che abbiamo la pancia piena ci permettiamo di spiritualizzare quel passaggio del Padre nostro: eppure sono convinto che Gesù ci chiedesse di non stancarci di invocare la Provvidenza e poi stupirci dei suoi doni semplici e nutrienti. Oggi se a molti uomini manca il pane quotidiano non è per un deficit dell'amore di Dio, lo sappiamo bene: è solo per egoismo e voglia di accaparramento dei pochi nei confronti dei molti, cosa che non suscita più uno scandalizzato clamore e su cui però ci verrà chiesto conto. Gesù e il Pane...Gesù è il Pane. Lo avevo scritto: è un binomio talmente forte che diventa una questione di identità. Resta per sempre con noi come un pane che si spezza. ci nutre e ci fa in lui una cosa sola. Gesù ci chiede di farci Pane. E ce lo ripete ogni volta che il sacerdote termina la preghiera di consacrazione: fate questo in memoria di me. Un invito a rendere compiuta la vocazione singolare di ognuno facendosi pane spezzato, ad amare sino alla fine come lui.

57 visualizzazioni1 commento

1 Comment


Roberto Vecchio
Roberto Vecchio
Jan 22, 2022

Oggi se a molti uomini manca il pane quotidiano ..”, è anche, aggiungo io, “per egoismo e voglia di accaparramento dei pochi nei confronti dei molti”.

Anch’io posso contribuire a ridurre la “mancanza di pane” (quello del fornaio)

I) facendo esperienza quotidiana della Presenza di Gesù nelle sfide che la realtà pone, riconoscendoLo;

II) testimoniando, rendendo affascinante e attraente Cristo risposta esauriente al mio bisogno di senso e di felicità, come di ogni uomo ..anche dei pochi di cui si accennava sopra.

Questo significa, per es. un uso attento ai bisogni delle persone che incontro (dalla persona sulla porta del fornaio che chiede l’elemosina, agli amici e parenti..) delle risorse economiche che il Signore mi ha permesso di disporre co…


Like
bottom of page