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Lettera da suor Simona Corrado



Tutto per Gesù!

26 gennaio 2023


Carissime sorelle, Amiche e Amici missionari, in questi giorni, pensando agli inizi della nostra storia di Congregazione, è nato il desiderio di condividere con tutte alcune pagine del diario del nostro viaggio tra le sorelle in missione in Mali e in Burkina, ciò che “abbiamo visto” oltre il visibile. In particolare, vorremmo raccontarvi della nuova casa del Noviziato, un nuovo inizio… Lasciamo allo stupore di ciascuna di scorgere significati, sguardi inediti, piccoli germogli nascosti negli eventi della storia ordinaria. La casa sta prendendo forma… la casa del Noviziato, la casa di tutte… sì, questa casa interpella tutte… un po’ come la nostra Casamadre, come ogni nostra casa sparsa nel nostro piccolo mondo… è casa affidata alla responsabilità di tutte! La sentiamo nostra? Sentiamo che ci parla di futuro, al di là di qualsiasi opinione personale, favorevole o meno? Sentiamo che può essere un segno di speranza? Proviamo a cercare insieme significati nascosti.

1. La casa doveva essere già pronta… Rachel, Christine e Juliette con sr. Laura e sr. Fleur dovevano già abitare là, invece… ci è chiesto di attendere, di benedire l’incompiuto, di vedere il grande lavoro che ci sta dietro, di scoprire un significato nei tempi lunghi… Riusciamo a vedere oltre al calcolo dei tempi umani? La celebrazione di “benedizione” è stata un momento intimo e raccolto: ricordarci che quella casa è stata desiderata, sofferta, sognata da molte… disegnata e progettata da Emilio Caravatti… sovvenzionata da tante piccole o grandi offerte di molte persone… costruita con la grande fatica di più di centotrentacinque operai (l’organizzazione in loco della mano d’opera e il grande lavoro manuale hanno richiesto un continuo ricambio di squadre), guidati dall’ing. Soter e dai suoi collaboratori, con materiale trovato solamente sul posto e prodotto manualmente, nel pieno rispetto dell’ambiente e della cultura… ricordarci che il Signore abita l’incompiuto, il non finito, oltre ogni calcolo umano…



2. In questo “incompiuto” c’è già vita. Abbiamo piantato alberi… (nel video sopra, potete ascoltare la canzone “Lo chiederemo agli alberi” di Simone Cristicchi, cantata in lingua francese dalle nostre sorelle). Abbiamo riconosciuto che questo luogo è già impregnato della benedizione di Dio: gli operai di religione mussulmana si fermano cinque volte al giorno per pregare; quelli cristiani non lavorano la domenica per partecipare all’Eucarestia… e noi abbiamo vissuto un primo momento di preghiera comune con il Vespro e ogni tanto si ritornerà lì, nell’incompiuto, a pregare insieme… Abbiamo cominciato a scaricare i mobili dal container, provenienti soprattutto dalla nostra casa di Vigevano, grazie all’aiuto degli Amici Missionari di Padre Pianzola: Giovanni e Maria Angela, Franco e Carlo.

3. Una parola antica che prepara futuro… Abbiamo voluto consegnare un segno che dicesse la presenza del nostro amato Padre Pianzola: una lettera autentica scritta nel Natale del 1925 a sr. Maestra e alle novizie. Le mura sono pronte, gli spazi dove si abiterà saranno pronti presto… Ora si tratta di animarlo, abitarlo, renderlo vivo… e il Padre invitava a rendere il Noviziato prezioso con le piccole virtù, nella quotidianità: piccole virtù… la virtù dell’ascolto della Parola e della vita, la virtù della fiducia, della delicatezza, della semplicità, dell’umiltà, della gioia, della fedeltà e della pazienza, la virtù missionaria della prossimità, di sentire la sete di ogni sorella e fratello che vive accanto a noi, di prendersi cura delle ferite dei più poveri… piccole, ma potenti virtù… ognuno troverà il modo personale per rendere prezioso questo luogo con la propria vita! Inoltre, il Padre esprime un desiderio interessante: “vorrei una delicatezza di coscienza a tutta prova”. Qui, in questo luogo, si formeranno le coscienze raffinate, fini che si preparano ad una missione delicata, quella di rendere visibile – con tutta la propria esistenza – che Gesù è Gesù, il Salvatore di tutti, che c’è vita piena per tutti… coscienze trasparenti, sincere e senza sotterfugi… coscienze libere… e in quelle coscienze delicate abita Dio, lì ci incontra, ci parla e soltanto a partire da lì, da quell’intimità profonda, possiamo – a nostra volta – incontrare gli altri e camminare insieme a loro. Non manca mai, alla fine di ogni lettera del Padre, una parola di benedizione… “Vi benedico di cuore”! C’è dunque una benedizione che scende dall’alto, che attraversa il tempo e la storia, che si impasta con l’umano e che ci fa sconfinare oltre ogni confine. C’è una benedizione che ci avvolge, ci assicura la quotidiana presenza di Dio e ci sprona ad andare su strade sconosciute… a noi spetta di rendere viva questa benedizione, imparando a dire bene gli uni degli altri, cercando e lottando insieme per il bene comune!


Accompagniamo con la preghiera il servizio missionario delle suore Pianzoline, riconoscenti per il bene seminato tra noi e anche con l’orgoglio per suor Simona, nativa di San Barnaba.

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