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La speranza vede l’invisibile



La speranza vede l’invisibile

tocca l’intangibile

e raggiunge l’impossibile.

Oggi voglio guardare oltre le apparenze di morte, voglio penetrare questo silenzio assordante per udire una melodia, voglio superare la barriera di indicibile ingiustizia che si fa paradigma per tutte quelle che si sono compiute nella storia, in ogni Abele ucciso violentemente, per cogliere il seme gettato col sangue che presto fiorirá e porterà frutto, voglio sentire il fremito della primavera quando ancora soffia il freddo grecale, l'aurora di un giorno che vuole irrompere e tinteggia di pastello l'orizzonte.

Altrimenti sarebbe pura follia il rito che stiamo celebrando: noi adoriamo un crocifisso che è risorto. I segni della passione resteranno indelebili ma saranno trasfigurati e solo in quella luce diventeranno preziosi. Ferite che si fanno feritoie

Perché Gesù poteva morire arrendendosi

Ma non lo ha mai fatto

E da sovversivo e rivoluzionario ha fregato la morte sovvertendo la sua pretesa di definitivitá e rendendola il modo ultimo per amare la creatura e per annunciare il suo Dio, un padre che accetta di farsi debolezza che si ritrae per attrarre a sé e stringere una nuova alleanza.

E così speranza sono quelle tenebre che si dissolvono dopo le tre del pomeriggio È quella mano inchiodata eppure spalancata pronta a donare

Sono le parole di perdono che non mettono un peso di condanna sulla vita anche dei carnefici più feroci

È un grido quel "perché mi hai