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La sostenibilità del dubbio.



Nella comunità riunita a porte chiuse a Gerusalemme la settimana dopo la Pasqua non c’è solo Pietro, che riprende ad essere il riferimento autorevole; non c’è solo Giovanni e il suo sguardo profetico: c’è anche Tommaso, il discepolo tutto d’un pezzo – così ci appare nel quarto Vangelo – che non sentiva più la necessità di restare con gli altri, forse giudicati un’accozzaglia di perdenti, dal momento che il Maestro aveva tradito le sue attese. Tommaso è il discepolo dal dubbio radicale, dal disincanto fino alla pedanteria. È difficile già di per sé restare nei ranghi della religione e credere che Dio, l’Oltre per definizione, abbia scelto un Popolo e con lui abbia stretto Alleanza: credere che un crocifisso, un naufrago, un perdente, sia stato risuscitato è impossibile! Ed è proprio nello stallo di questa crisi che il Risorto lo raccoglie. Non lo rimprovera. Come immagina Caravaggio, anche lui esponente della Chiesa del dubbio, nel suo quadro, gli prende la mano e con dolcezza gli fa toccare le ferite che non sono un errore ma una necessità di amore. Il Maestro di Nazareth era davvero il Figlio di Dio, e il suo fallimento in realtà è stato il Segno di una Rivelazione. Tommaso sarà il discepolo che percorrerà più di tutti la strada dell’annuncio. La tradizione vuole che sia morto martire in India.


La fede non è mai un cammino in salita ma conosce passaggi scoscesi, in ombra, in sentieri a volte mai battuti da altri perché è la tua esperienza personalissima della relazione con Dio. Non dobbiamo avere paura di sedere, almeno qualche volta (ma c’è chi ha un posto prenotato sempre) nella Chiesa del dubbio. Il confine fra fede e dubbio, fra luce e tenebre del cuore è sottilissimo e il Signore non bada a certe sfumature, anzi, si fa trovare al crocevia anche delle tue domande ma senza darti facili spiegazioni, senza darti astruse dimostrazioni che farebbero perdere a te la dimensione della libertà e a lui quella di una pedagogia che suscita e chiede fiducia. Ti chiede di restare, di non lasciare i tuoi compagni, di aprire gli occhi e guardare oltre l’evidenza perché c’è un essenziale che non cogli se non con lo sguardo del cuore.


Don Giovanni

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