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Io non ho bisogno di denaro. Ho bisogno di sentimenti.

Aggiornato il: mar 14



Dopo aver varcato il portale al deserto della Quaresima rappresentato dall'impianto della Parola di domenica scorsa; dopo aver deciso che per noi accadesse la Quaresima scegliendo di fare la stessa esperienza di Gesù che, nell'ora della tentazione, è stato capace di dire quei no in vista di un si al progetto di essere Dio e non di sembrarlo, ora ci addentriamo lungo la strada sapiente delle domeniche di questo tempo forte che la tradizione ambrosiana ha voluto fossero una riscoperta della nostra vocazione ad essere figli di Dio. Un percorso di purificazione e assieme di crescita.

La donna di Samaria rappresenta chi è ferito nella memoria, chi resta inchiodato al suo passato, incapace di guardare in modo promettente al futuro. È una donna che si trova prigioniera di se stessa chissà dopo quanti tradimenti e sogni d'amore andati in frantumi che l'hanno resa cinica e terribilmente sospettosa. Gesù è capace di smascherarla ma senza umiliarla, di spogliarla della sua corazza ma senza che provi vergogna, di scendere nella profondità della sua storia ma senza svilirla, di spaccare le sue resistenze e trasformare le ferite evidenti in feritoie da cui far entrare finalmente la luce. Cosi si purifica la memoria: al punto che alla fine si ringrazia addirittura per ciò che di male è accaduto perché non ne sarebbe scaturito un Bene più grande e non si sarebbe inciso nella propria carne l'Amore di Dio.

E infatti questa donna non solo, come dice il prefazio, si trova in cuore all'improvviso la Sete di un Dio con cui ha fatto pace, ma sa trasformare il sentimento religioso in fede personale in questo Messia, una fede ardente e irresistibile.


"Io non ho bisogno di denaro.

Ho bisogno di sentimenti.

Di parole, di parole scelte sapientemente,

di fiori, detti pensieri,

di rose, dette presenze,

di sogni, che abitino gli alberi,

di canzoni che faccian danzar le statue,

di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti...

Ho bisogno di poesia,

questa magia che brucia le pesantezza delle parole,

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi".


Un cuore assetato d'amore come quello di Alda Merini che ha scritto questa poesia si sarebbe trovata in profonda sintonia con la Samaritana.

Auguro a tutti in questa quaresima, e a me per primo, di scoprire senza vergogna che noi SIAMO bisogno. E che questa ammissione sia il punto di accesso per un Dio che ci guarda come suoi figli.


Don Giovanni

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