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Il cristiano, che vive nella Legge dell’Amore deve agire, deve essere positivo, deve amare, sempre!



Le due domeniche che precedono l’inizio della Quaresima, proprio per preparare il cuore a questo tempo sacro, mettono al centro il messaggio della Salvezza e del perdono di Dio.

Vorrei dare qualche risonanza al tema anzitutto attraverso un’immagine. Se noi pensiamo al nostro rapporto con Dio come ad una corda ai cui estremi stiamo noi e Lui, il peccato è un taglio che noi diamo a questa amicizia, è staccarci dal suo Amore. Il suo perdono, che ci viene donato nella celebrazione della Messa e soprattutto con il Sacramento della Riconciliazione, è un nodo che noi e Dio stringiamo. Tuttavia, tagliando e annodando continuamente, la corda si accorcia e i due estremi si avvicinano. Ecco, Dio, con il suo perdono, ci avvicina a Lui. A Dio piace perdonarci, sembra sia fra le cose che meglio gli riescano! Lui è Dio perché non conserva il rancore, perché si getta dietro le spalle il nostro male, Lui ci libera dal peccato come gettando un anello in fondo agli abissi dell’oceano più profondo. Quando sperimentiamo il suo amore che arriva a riconciliare le ferite più profonde del nostro cuore su di noi scende la pace e ci culliamo nel suo abbraccio. Dio avvicina a sé il suo popolo in un rapporto tutt’altro che lineare fatto di peccati dell’uomo e fedeltà all’Alleanza promessa e mantenuta da Lui.

E ancora vorrei rivolgere a me e a tutti voi una domanda che reputo cruciale: ma noi, al perdono di Dio, crediamo sul serio? Penso infatti che sapremo davvero chi è il Padre, cos’è il suo Amore, cos’è il Vangelo e chi è Gesù che lo annuncia unicamente se avremo per una volta almeno in vita assaporato il suo perdono, se avremo sperimentato la riconciliazione profonda che ci schioda dalle nostre colpe e ci ridona la vita, che ci offre il coraggio di alzare la fronte e camminare a testa alta come figli. Ma a volte, proprio a partire dal fatto che per noi perdonare è difficile, e a stento ci riusciamo - in effetti per noi uomini ricevere e dare il perdono non è mai un punto di partenza ma sempre una meta da raggiungere - ci convinciamo di non essere meritevoli di perdono, ci assale un senso di disistima profonda, arriviamo a dubitare che Dio possa perdonare noi e proprio noi (gli altri magari sì) per quel peccato commesso in quell’occasione e che ci ha come paralizzati. Il Vangelo invece è la certezza che Dio è Padre e ti accoglie a braccia aperte. È la convinzione di valere per lui. E quando incontri un amore così grande non puoi che ricambiare con altrettanto amore.

E infine un’ultima riflessione. Se vuoi sentire il perdono di Dio prima devi sapere di aver sbagliato, devi essere cosciente di avere peccato, di aver tagliato quel filo di amicizia con Lui. Spesso non è raro sentire qualcuno dire, magari anche nel contesto della confessione, in fondo, io che peccati ho fatto! Certo, ripassando il decalogo, scorrendo l’elenco delle cose da non fare che a catechismo ci avevano insegnato fossero peccati, magari non troviamo nulla. Ma il cristiano, che vive nella Legge dell’Amore, sa che non basta non fare certe cose per essere in pace: deve agire, deve essere positivo, deve amare, sempre!

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