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Don Giovanni annuncia la sua partenza

Nel pomeriggio di oggi, don Giovanni ha convocato all'oratorio di San Barnaba i nostri educatori per dare loro una notizia importante: da settembre non sarà più vicario nelle nostre parrocchie. Verso Pasqua saprà la sua nuova destinazione.

Di seguito pubblichiamo il messaggio con cui ha annunciato il suo congedo.


Agli occhi di Dio che è eterno, davanti al quale la “nostra vita è un soffio”, 9 anni sono davvero un granello di polvere. Credo sia pressappoco così anche per la storia della Chiesa. Certamente un po’ meno per la vita di una comunità… ma non poi più di tanto!


Per me invece, se mi guardo indietro, sono stati un discreto cammino: a tratti pianeggiante, a volte un deserto e a volte come un sentiero in salita.


Chiudevo la mia esperienza in Barona affermando che è tipico dei grandi uomini cambiare il volto di un quartiere – e avevo in mente qualcuno di preciso – mentre io mi accontentavo del fatto che quel quartiere avesse cambiato qualche tratto del mio volto.

Gratosoglio mi rivela che non sono fra quei grandi, ma devo ammettere che è riuscito a cambiarmi radicalmente!

Uso questo avverbio con precisione perché ci sono in me alcune attenzioni che, forse per predisposizione, ora si sono fatte radicali e imprescindibili: l’attenzione ai ragazzi marginali; la cura per le seconde generazioni e l’integrazione; il lavoro in rete, prioritariamente con la scuola e con Piccolo Principe; l’educazione alla pace, che non è mai un valore scontato (forse oggi si capisce di più perché ci tenevo a condividere il segreto della città di Sarajevo, così emblematica, così simile a Gratosoglio!); l’attenzione alla rigenerazione sociale di un quartiere di periferia, costi anche dover stimolare e pungolare l’attore politico di turno; infine, la cura dei fratelli in cammino, i profughi di ogni guerra, che, in questi giorni, mi sta richiedendo una fatica immane!

E tutto questo, vi assicuro, cercando di essere prete per l’oratorio, senza trascurare i cammini ordinari e la cura della quotidianità, cercando di coinvolgere i ragazzi e i giovani su quelle stesse intuizioni che di volta in volta mi avvincevano e cercando di camminare con loro, davanti a loro e dietro a loro.

Non credo di esserci riuscito bene e so di non aver sempre assecondato le attese.

Questo scarto, una delle mie tante vulnerabilità, ha prestato il fianco alle critiche giuste e costruttive; dolorose, quando si fermavano alla maldicenza.

Chiedo perdono e offro perdono e cercherò di dirlo a tutti.


Vorrei che vi fosse un’unica narrazione per la mia partenza.

A maggio del 2021 mi era stato chiesto di lasciare Gratosoglio. Avevo indugiato, chiedendo un anno in più per fissare al meglio soprattutto il progetto Scholé, appena partito. Mi era stato concesso. L’inizio di questo nuovo anno pastorale, tuttavia, ha sparigliato le carte, lasciandomi intendere un nuovo assetto pastorale fra San Barnaba, Maria Madre e finalmente Terrazze e Ronchetti, in cui avrei potuto giocarmi per un altro anno supplementare. Ho cercato anche di indicare su quali sentieri, a mio avviso, le nostre comunità avrebbero potuto sviluppare il loro carisma, diverso e complementare, e mi ero offerto per stare su di un determinato campo.

È stato pensato, a ragion veduta, che così non dovesse andare: allora sono stato pronto a rimettere il mio mandato, in obbedienza a quanto mi era stato chiesto oltre un anno fa.


Non so ancora dove sarò da settembre e cosa farò. Partirò con Almedin, Tobia e i due gatti – non li lascio in eredità a nessuno, promesso! – augurandomi di restare in questa «benedetta maledetta città», come la definì il cardinal Martini nell’ottava edizione della Cattedra dei non credenti.


L’orgoglio più grande è di lasciare una comunità educante vera, attenta e critica, che non ha chiuso i battenti in questi due anni terribili e con la quale ho intenzione di lavorare per dare gli ultimi colpi di pennello, perché possa continuare a essere accogliente verso i ragazzi del quartiere, per condurli in alto, il più possibile, verso Gesù, tra i mille sentieri delle nostre proposte.

Ora dobbiamo delineare il Progetto dell’Oratorio e applicarlo ai singoli percorsi, individuarne le figure e portare a termine le grandi iniziative dei prossimi mesi: il Campus della Pace e le proposte estive.

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