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Chi sei tu, Dio?

Chi sei tu, Dio?

Chi sono io, infinitamente piccolo, perché ti possa comprendere?

Eppure hai deciso di rivelarti e in Gesù ci hai mostrato il tratto definitivo della tua verità: sei Amore.

E io, nella sua umanità, posso trovare una traccia percorribile per dare senso alla tua Infinitá e, mentre mi apri la mente, mi riempi il cuore di vita.

Ma in lui ritrovo i lineamenti anche più veri di me stesso: mentre ti racconti, mi racconti.



Oggi nella pagina di Vangelo del lebbroso risanato, mi dici che sei il Dio della vita che, pur non risparmiandoci la prova, ti lasci trovare in essa e ci salvi. Tu sei il Dio della vita e non vuoi la sofferenza e la morte; ci dai appuntamento in esse e scardini la loro pretesa di definitivitá per riaprire la partita: con te posso sempre ricominciare daccapo!

Non ti lasci trascinare dentro le nostre logiche di separazione: per te ogni uomo è un figlio, rivestito di dignità immensa a qualsiasi cultura, etnia o religione appartenga.

E poi sei relazione, trovi aberrante la solitudine, straziante l'autoreferenzialitá. Sei Trinità e sei aperto alla tua creatura tanto da trasgredire ogni distanza; crei ponti, distruggi i muri, in Gesù tendi la mano senza paura di toccare le nostre ferite e contaminarti.

E a me tua creatura dici che pienezza di umanità è quando dico grazie, quando, letteralmente, faccio Eucaristia; quando il mio cuore si dà alla gioia perché mi so amato per quello che sono e proprio non me lo merito; la felicità è il mio destino, sentimento altro rispetto alla lebbra della tristezza che consuma il cuore e che separa dagli altri.

Sono veramente me stesso quando non mi chiudo a nessuno e quando, come te, diventi fratello universale.

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