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Casa vuota, cuore pieno

Gratosoglio, Milano

8 agosto 2022


Cari fratelli e sorelle delle comunità di San Barnaba e di Maria Madre,

ho avuto l’onore di servirvi per 9 anni e in particolare i vostri figli e nipoti. In questi giorni, progressivamente, la casa che mi avevate preparato si sta svuotando mentre la valigia del cuore si fa più colma di ricordi, a tratti splendidi, a tratti tristi se penso a quanto non sono riuscito a dire, fare o a quei rapporti che non sono stato capace di recuperare: ho comunque la consolazione di aver vissuto tutto fino in fondo! È pur vero che adesso mi sto nutrendo di attese non senza qualche preoccupazione.

Mi ero ripromesso di rispondere personalmente a tutti quelli che mi hanno scritto, e sarà così; ma molte lettere e tanti disegni di bambini che mi sono stati indirizzati nel mese di giugno e recapitati in occasione della festa di san Barnaba provengono da gruppi o da persone che hanno preferito non firmarsi ed ecco perché ho deciso di scrivervi per un’ultima volta.

Grazie anche per le offerte, tante e generose, con cui avete voluto dirmi la vostra vicinanza e che sono un sostegno per la mia nuova casa e per i poveri che incontrerò.

Dice Agostino in uno dei suoi discorsi: “Per voi infatti sono vescovo, con voi sono cristiano”.

È la condizione che accomuna tutti i preti: da una parte siamo chiamati a metterci alla guida e dall’altra ci sentiamo guidati assieme a quella porzione del popolo di Dio che ci è stata affidata.

E lo Spirito in questi anni, intensi e faticosi, se penso soltanto alla parentesi devastante della pandemia, ci ha condotti al largo e, sono convinto, continuerà a farlo per modellare sui tratti della nostra comunità i suoi stessi tratti di Figlio, pronti a fare la volontà di Dio, decisi a invocare e a mettere mano al suo Regno, aperti al fratello, soprattutto se povero e ultimo.

Grazie per ciò che è stato

Perdono per i tradimenti e le mie tante imperfezioni

A tutti quelli che mi hanno chiesto perdono lo offro in modo incondizionato, sapendo che nel mezzo della partita, spesso capitano incomprensioni

Ma soprattutto per tutto quello che sarà.

In modo particolare vi affido la cura dei ragazzi e dei nostri oratori. Come sapete, almeno per il prossimo anno, nessun sacerdote sarà dedicato interamente a questo servizio.

Come a voi anche a me questo dà pena e un certo turbamento.

Potremo attardarci in amare constatazioni sul numero dei preti che sarà sempre più basso

Inutile arrabbiarci con chi ha preso su di me e su questo territorio queste decisioni: c’è una Grazia di stato che si dà nell’auctoritas

Ma a nome della Chiesa in mezzo a voi alcuni giovani e adulti continueranno, anche con l’aito di alcuni educatori professionali, ad aprire le braccia ai ragazzi di questo quartiere perché il servizio dell’oratorio prosegua per il meglio. Vanno sostenuti con estrema sensibilità e ammirazione, vanno incoraggiati, vanno accompagnati con la preghiera e con le giuste parole.

Infine, assieme affidiamoci alla Parola che salva, che è luce alla nostra strada e che dà non solo la forza di camminare ma orienta anche i nostri passi.

Preghiamo gli uni per gli altri. Sarà un anticipo di quel Paradiso in cui “insieme canteremo la sua gloria”.

E quando vorrete passare a trovarmi la mia casa sarà sempre aperta perché mi siete cari!

Con profondo affetto

Don Giovanni

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